Un giorno sognai di essere un amalgama umano nato dall’immaginario di alcuni artisti. Esseri marginali come: “Nowhere Man”, “Dreamer...”, “Tommy” e perfino il “Bozo” di Félix Leclerc. In seguito a quell’esuberanza della mia immaginazione, iniziai la stesura di un lungo poema dedicato a Marilyn Monroe. Nel mio spirito e nella mia visione, quest’opera spiritufila non avrebbe dovuto concludersi se non alla fine della mia vita. Così, essendo nato sognatore, al minimo desiderio ritorno re di quel castello che è la mia immaginazione.
LACRIME DI PROSA
Dio! Cosa sono queste lacrime di prosa... ...che brillano sul mio viso? La mia vita sposa i riflessi della luna, del mistero dell’amore, al suo passaggio? È un segreto velato da un messaggio, come lacrime di luce sotto rune? Parole del suo cuore sarebbero la mia fortuna!
Lacrime d’inchiostro che, a turno, si versano, crescono e si infrangono, rivelando le mie lacune, chiamate l’altra, richiamate l’una. Un grido in hallali, dall’ombra all’immagine, vestita della morte che mi spaventa, ma oso... oso amare apertamente i presagi. Ma Dio!... La morte è forse una tribuna?
Devo parlarle prima di essere perduto? Offrirmi come brace al suo dolce fantasma. Alla Falce che spruzza minacce all’intervista, alla sua domanda: “Polvere, chi siete voi?” Risponderei: “Un principe isolato e recluso, esule da un corpo da tempo dimenticato. Persona non grata della sua stessa vita, nient’altro!”
E sotto il suo sguardo acuto e vile, ma che uccide... aggiungerei, come favola dimenticata: “È l’età?...” Ricordo: ero fedele alla regina senza dote. Sì, io, principe senza diritto di giacitura, in cerca di una regina senza re, in quella terra dovuta, quella pianura crudele che è la mia solitudine braccata, che ora svanisce nella fine, isolamento meno duro!”
Sollevando il suo mantello, come un cattivo angelo geloso, lei concluderebbe: “Ma che aspettate?... Andate a raggiungere quelle altre 99 pazze e pazzi! Poiché eravate così alienato ad adorare quel corpetto, allora sarò l’asilo eterno del vostro omaggio! Voi, i 99 folli sparsi ovunque. Voi, devoti, sognerete la donna dai 99 volti!”
Le replicherei: “Prima!... Allora!... Sì, ogressa! Ero un prode che cercava dentro e fuori. Tranne là, dove stavo in piedi, davanti a lei. Vivevo solo con ciò che credevo fosse la morte! Erano 99! Ora siamo cento da allora! Cento a unirci, ad accostarci per sposare il miraggio d’un’imperatrice che si dona stanotte al destino.
L’ombra delle ombre cadrà sotto il mio linguaggio, e si addormenterà molle, tremante e sudata! Socchiudendo un occhio, mirando il mio volto, come un sorriso che addolcisce il suo sonno aspro, come una ninnananna candida e sciocca di meraviglie, vedendomi come la bestia orribile che nasconde la bruttezza, giudicherà vano il suo compito, dinanzi all’impresa impareggiabile.
LE LETTERE D'ORO
Grandioso! L’astro porta un nome dorato, che splende di giorno nel cielo azzurro, detronizzando quello dello scrittore... re Artù. La luna e la sua fama illuminano la mia notte che perdura, più della magia dell’arte o dello sport, più di tutte le dee o gli eroi, persino Garbo, Madonna, Lennon o DiMaggio!
Vergogna a me! Il suo nome offusca il mio. Risonanza di ferro ma colore di stagno, al battesimo mi fu sputato nel palmo. Più tardi l’ho sigillato nella mia mano, lanciando un sortilegio, come elemosina. Sì! Ho profanato la tomba del destino, macchiando la pietra di luna col sangue di “Côme”.
Come si chiamano i 99 adoratori scaltri, che adulavano l’Eldorado che fu il suo corpo? Coloro che sperano anch’essi il dolce balsamo che al nostro disegno darà ristoro, dorando il nostro nome accanto al suo, innalzando la nostra fine da Argonauta, dopo un ultimo peccato…!
BIOPSIA BLUES
Tempo fa, la regina è volata via lasciando nello shock del suo riposo galanti impiccati e nemici sconvolti. Ogni suddito, pensando l’altro di troppo, si mise a distinguersi come poteva, attraverso libri, rose e vasi, ma nessuno ha ammesso l’invidia per la sua corona.
Così, la storia seleziona col tempo principi consorti tra i suoi amanti fortunati. Tuttavia dimentica o rigetta per omissione questi 99 folli, e me stesso, nella reclusione. Noi che per amore ci siamo legati alla star. Noi da ogni parte, con umili gesti... lucidiamo vite e ombelichi… per farli brillare.
Merda! “Fuck and shit!” per gli altri! Nella depravazione o nell’innocenza, che ci sguazzino! Io partecipo da solo, sul mio terreno, perché della mia missione sono l’apostolo folle, profeta della mia apocalisse e testimone della mia fine. Nessuna scelta tra il suo amore o il mio vino, poiché il calice e la coppa sono nostri!
Ma come associarmi all’eternità? Colmare il nulla senza tradire l’infinito? Non con la danza degli dèi di qui!... Odio le loro minacce e dubito delle garanzie! Un melting pot universale delle sopravvivenze? Che importa! Dopo la morte, c’è democrazia! Il mio punto d’appoggio?… Solo la sua vita.
Prova… persino il mio inconscio spaventato se ne frega di reincarnarsi. O la mia coscienza sfrenata, di vedersi risorgere, incensata! Nessuna scelta di andare fino al sacro. Nessuna scelta, di fronte alla morte alata, se non combattere, affrontarla.
Sì! Lo ammetto! Io, l’incantato, credo in questo amore eterno e predestinato. Che ridano e si beffino a gola spiegata! Che mi prendano per folle, se dico: “La follia svela la mia ragione.” Combatterò per questo sogno elevato, anche a costo di far sanguinare la mia immaginazione!
Convocherò la felicità, per procura…, grazie a questi artifici che mi legano, che mi cullano con la sua vita. Esorcizzandomi il cuore… …trasformerò l’illusione, e berrò la mia anima… fino all’ultima goccia.
CLICHÉ.
Sedurre l’inammissibile… Quelle foto che si lasciano guardare, che descrivono la sua vita, credibile, e pensare alla sua fine, senza “Addio!”. Sì! Rischiare tutto per l’impossibile. Tentare tutto per una flebile speranza. Anche amarla senza poterlo dimostrare.
Ma io sono lì, nel tempo, viaggiandoci come in metropolitana. E in questo treno degli anni, guardo una sua fotografia. Sbavo e sudo nel movimento… …dello sguardo limpido della mia libido. “Ditemi… del tempo, sono forse di troppo?”
Quando i miei occhi sembrano accessori e danzano sulla carta rovente, mi appare la morte in abito da sera, che sfiora l’eternità, quello specchio. Allora, mi ci immagino, mi ci rifletto, nascosto dalla mia maschera di sabbia e dai miei sogni di ghiaccio che discorrono.
È come i vecchi “Chaplin”. Quando si animano quei vecchi film, non si ride del passato, con l’attore, il clown, il mimo… si vuole dimenticare di vivere per divertirsi! Proiettandosi come ombre minuscole sul candido schermo dell’eternità!
VOLO DI VITA.
In mira!... Rimango saldato al tempo, quel mirino. Bull's eye! Raggiungerò l’infinito! Saremo lì insieme o sposati? Ogni giorno, gli stessi desideri. Mi torturo con le stesse gioie sognate. Come l’acqua che attira, può distruggere il fuoco che scalda...! La desidero!
Eppure, qui, le mie pupille già senza piacere si offuscano per le mie mani senza calore. Né bellezza, né sensualità. Nessun corpo da porre sotto il cuore... Né voce, né parole; nulla da sentire, da ripetere. Nessuno dei miei respiri si mescolerà ai suoi sospiri, nemmeno il soffio della mia ultima ora.
Avanzo senza riflettere, senza pensare, che sempre la sognerò, senza urti, senza vergogna, senza cedere. Questo, nonostante questa strana colpa di svelare un segreto che devo tradire. Lo dimenticherà il mistero che ne seguirà? Perdono! Non sono piccolo, sono basso!
Oh! Voi, miei pensieri prigionieri! Voi, dalle sembianze millenarie, che tremate e volteggiate nella mia anima, voi che scorrete come un torrente, delle vostre onde, mi inebrio. Andate, sogni! Vi esorto, con amarezza, a lasciarmi dolcemente e senza equivoci, alla velocità del mio voto, quella brezza. Via! Andate avanti, indietro, o in massa, tutte volontarie. Il mio cuore vi armonizza, dorando con coerenza ciò che ha scommesso.
Slanciatevi sul mare, tra monti, valli e atmosfere. Come una preghiera, intenerite l’orfana. Siate come un mantra inquietante, un motto, per pietà, toccate colei che io miro. Colei di cui il mio essere immagina la brama. Ditele: “Vi amo Marilyn”!
VOLO DI FANTASIE.
Finalmente, eccovi, bella regina! Da tanto tempo viaggiamo, cercando dallo zenit verso gli orizzonti, trasparenti con toni teneri. Un lieve vibrato che fa semplice ritornello della vostra anima, come un soffio senza fiato, che dal nostro coro trascina l’amen.
Il nostro scopo è proclamare l’orazione del nostro maestro sognatore che cerca guarigione. Siamo una preghiera futile che vi conduce, la sua ultima speranza, la nostra missione. Soccorrerlo da quel tormento in cui si dibatte, noi tutti, suoi pensieri, per dovere speriamo, con onore, che trovi liberazione dal suo dolore.
Per raggiungervi, nel vostro porto, siamo diventati gocce di pioggia. Poi, mescolandoci a questa pura fonte di vita, un mattino d’Eden, dove voi vi dissetavate, in voi, scorrendo, ci siamo infiltrati. Quella dolcezza, nella vostra anima, mai sentita, è l’amore di un ignoto, il nostro amico.
La sua voce e le sue parole filtrate dalla morte, in grida e richieste vibreranno per liberazione nell’eco mistico dell’aldilà. E mai, nel tempo, in quel luogo proibito, a tutto ciò che è pietra e corpo, tale voce avrà preso il sopravvento, in un desiderio di sopravvivenza.
Dubitiamo fortemente di convincervi ad ascoltare questo cuore ridicolo, a piangere sulle sue vive lamentele, a bere ai suoi desideri folli e turbati, o a divertirvi delle sue gioie vellutate. Tuttavia, ecco la nostra parola, come una bibbia... alcune parole da rivelare...
PAROLE DELLO STRANIERO.
...Nella speranza che le mie parole, anche tradotte senza ragione, disturbino e sconvolgano gli spiriti ufficiali. Che abbiano lo splendore di Dio, della sua bontà o della sua aureola. Che abbiano lo splendore del diavolo o il tormento del suo fuoco.
Il nostro amore, passione imprevedibile, li ingannerà fin dentro al loro complotto. Loro che, con intesa tacita, come spie, si sono spartiti all’unisono. Questo, per una banale causa lavorativa? No! Per la spartizione di questo raccolto, l’indescrivibile potere dell’emozione.
Saremo come un matrimonio di galassie, i miei sogni strani saranno la loro fascinazione, le vostre onde genereranno risa e sublimazioni. Di ciò, infine, capiranno che noi siamo i nostri propri messia. Perché voi siete il mio alfa, il loro paradiso. Io sono il nostro omega, la vostra possessione.