L’amore trionfa su tutto. Questa è la traduzione di
"omnia vincit amor".
Nessuno snobismo! Tratta da un poema di Virgilio, questa formula seducente si ritrova, molto banalmente, nelle pagine rosa di un certo dizionario...
Sì, ma perché? Consideriamo semplicemente questo: l’americana Marilyn Monroe è stata adottata dall’intero pianeta. Non per rispetto o per rimorso, ma per ammirazione e per una forma d’amore istintivo. Questo slancio si è trasformato in una venerazione condivisa come raramente, se non mai, si era vista prima per una donna.
Infine, dopo essersi donata al mondo, Marilyn continua ancora oggi a ricevere innumerevoli “risposte postume”. Sono echi della passione che suscitava ieri... Un amore singolare, che lei stessa nutriva per gli esseri della propria immaginazione, quelli che il tempo e le cineprese le nascondevano.
“L’amante del presidente degli Stati Uniti”. Questo prestigio da corridoio avrebbe avuto tanto fascino, o addirittura un vero effetto su Marilyn, se lei ne avesse percepito tutta la reale futilità, al punto da unirsi ai grandi nomi della Storia? A priori, nessuno può negare che Marilyn sia un fenomeno sociologico e di consumo. Ma possiamo anche considerare “la sua presenza” come un fatto storico?
Sento delle grida! (Uff!) Sento anche degli applausi! (Finalmente!) D’accordo! Appartiene alla storia del cinema e ha alimentato i pettegolezzi di Hollywood. Ma la sua partecipazione alla storia del mondo è innegabile. È strano!... È folle!... È rivoluzionario! Eppure l’evoluzione umana possiede proprio queste stesse caratteristiche.
Nulla impediva a questa donna, che sapeva guardare una cinepresa o lasciarsi guardare da essa, di possedere un alto livello di coscienza di sé. Questo testimonia una notevole capacità di astrazione.
Tutti sanno che la maggior parte dei suoi contemporanei la considerava una bella sciocca, una deliziosa bionda capace di alimentare graziose fantasie e, con discrezione, di favorire il dolce sfogo di certi desideri... Ma questa postura da quoziente basso, rivestita di un’apparente innocenza, non sarebbe forse stata costruita in modo quasi machiavellico da Norma Jeane?
Quando non era ancora che una semplice modella, una starlette affamata di riuscita, Norma Jeane prese la decisione di elevare il proprio livello culturale. Quanti di noi leggerebbero, fra gli altri, Freud o Dostoevskij per puro desiderio di istruirsi, mostrando apertamente — con graziosa ingenuità — questa volontà da autodidatta?
Marilyn è ormai proiettata nella “nuova storia del mondo”, quella che inaugura il terzo millennio dopo Cristo. Ma la domanda resta: avrebbe raggiunto questo livello di celebrità se non avesse incrociato i Kennedy? Forse sì... Ma oggi la stella che continua a brillare non è più JFK: è Marilyn.
Per coglierne l’aspetto simbolico, ricordiamo che tutto ciò che può essere toccato, fatto o creato dall’uomo gli assomiglia. I grandi conflitti, questi tumori maligni dell’intelligenza umana, non fanno eccezione. Anche se, purtroppo, le guerre tradizionali — questi omicidi di massa legalizzati — si verificano ovunque, nessun paese è davvero al riparo dal conflitto. E nessuno può negare l’esistenza di un’altra forma di guerra contemporanea, un’aggressione più sottile ma ugualmente reale.
In effetti, Marilyn Monroe, con il suo fisico, il suo fascino e il suo nome, era un’immagine potente. E nell’altro mondo lo è ancora. Nel 1959, quel contatto di routine con Nikita Chruščëv, quell’uomo calvo e imponente, non fu altro che un semplice confronto tra due ideologie, due poteri, due simboli. Marilyn vinse facilmente quel round.
Ogni guerra, ogni omicidio, strappa alla Terra una scintilla unica, una vita che non tornerà mai più. Non sono soltanto corpi che cadono: sono destini, sorrisi, amori e sogni che svaniscono per sempre.
Pensiamoci: tra quei morti, quanti geni si sono spenti prima di trasformare il mondo? Quanti inventori non inventeranno mai? Quanti artisti non meraviglieranno mai i nostri occhi e le nostre orecchie? Quante anime generose non avranno mai la possibilità di alleviare la solitudine altrui, di tendere una mano, di amare semplicemente?
Anche i loro figli possibili sono condannati al silenzio eterno. Questi figli e figlie mai nati, queste intere discendenze cancellate, sono altrettanti mondi che non vedranno mai la luce. La musica di domani avrebbe potuto essere più ricca. Le scienze, più audaci. Le arti, più splendide. I nostri cuori, più felici.
Fermiamoci un istante. Immaginiamo ciò che la Storia avrebbe potuto diventare se la follia degli uomini non avesse imposto la sua lunga scia di massacri. Quali imperi sarebbero fioriti senza guerre? Quali civiltà sarebbero cresciute nella pace? Quali bambini meravigliosi avrebbero ereditato la Terra se la violenza non avesse spezzato i loro antenati?
Elevo un pensiero a tutte queste vittime. Un giorno una di loro disse: « Andate e moltiplicatevi ». Ma come farlo, se i nostri popoli continuano a lacerarsi e a spegnersi per mano dell’uomo?
Non possiamo resuscitare chi è scomparso. Ma possiamo, qui e ora, scegliere di costruire diversamente. Con le nostre preghiere, le nostre parole, i nostri dialoghi, le nostre manifestazioni, con il nostro rifiuto dello spargimento di sangue, possiamo influenzare coloro che governano. Possiamo ricordare loro che la vera grandezza non consiste nel regnare attraverso la paura, ma nel proteggere la vita.
Che cessino le guerre. Che cessino gli omicidi. Che la pace non sia più un sogno fragile, ma l’unica evidenza.
Rendiamo a Cesare ciò che appartiene a Cesare... Ecco! Ho affidato l’essenziale di questo testo all’IA e le ho chiesto di perfezionarlo.