Poesia 3
Poesie, note e prose
art-felx.com

NON DIMENTICARE

Non dimenticherò mai. Non dimenticherò mai il bene e il male. Non dimenticherò mai il bello e il brutto. Dovunque tu sia, ovunque io vada. Non dimenticherò mai. Non dimenticherò mai. Non dimenticherò mai. Non dimenticherò mai il bene e il male. Non dimenticherò mai il bello e il brutto. Ho cercato a lungo di uccidere la tua anima, di cancellarti. Non importa! Non dimenticherò mai.

RICORDI D’ADOLESCENZA

In una vecchia soffitta oscura, tra i giocattoli ammucchiati, un burattino cerca l’amore. Lo cerca notte e giorno, tra le bambole impagliate. Gli rispondono premurose. Lui chiede gentilmente, loro replicano duramente. Per mille e una ragione, si sottraggono alla situazione. “Io preferisco i soldatini di piombo!” “No! Non amo i demoni!” Altre, più o meno così... “A te preferisco gli orsacchiotti!” Mentre alcune rifiutano perfino di ascoltarlo... “Non vali neanche l’omino di pan di zenzero!” Tutto ciò lo ha ferito così tanto che non può fare a meno di piangere. Eppure continua a cercarla, quella bambola dagli occhi di velluto.

IL NULLA

Posso conversare con chiunque! Anche con il silenzio. E se non mi risponde, gli dico... dico... dico... “Tirate fuori la lingua, messer Nulla, così che io possa sedermici sopra!” La solitudine. Un’intimità totale e perfetta tra il silenzio e me. La solitudine. Un’occasione di legame, d’amicizia, tra la mia coscienza e il mio inconscio.

ISPIRAZIONE

Non basta aspettare l’ispirazione. Bisogna prepararsi. Bisogna saper pazientare, se non arriva. Perché si trucca, si pettina per essere ancora più bella. Affinché l’ispirato prescelto possa riconoscerla, accorgersi che si rivolge a lui. Se sarà abbastanza paziente da non perderla... quando la fiamma lo sfiorerà, la afferrerà, la bacerà e lei lo bacerà. Il suo inconscio fraternizzerà con il suo conscio. Sarà un amore a tre. Una sorta di orgasmo emotivo. Come un segno di riconoscenza verso la musa.

UTOPIA

Mi sposerò con l’utopia. La inviterò nella mia casa, lei, l’introvabile. Mi avvicinerò a lei a rischio della mia libertà! L’impossibile mi ipnotizza, ma illumina il mio orizzonte. La vedo: si è nascosta oltre la saggezza. L’ho trovata in un sogno d’infanzia. Non posso lasciarla. Mi si incolla alle mani e si disegna sui miei occhi.

FUSIONE

Quando il sole dal cuore fantasmagorico comincia a sciogliersi, dolcemente, sottilmente, simile a una donna dai piaceri sconosciuti, che scivolando su un mare di desideri perduti, guarda i suoi ricordi fuggiti nello specchio del tempo. Allora immagina di tornare, di ritrovare quelle età magiche.

TRISTEZZA AMARA

Amare… Un peccato? Una follia? Un peso trascinato per tutta la vita. Un’amarezza crescente per il rifiuto dell’ossessione ardente. Un sogno meraviglioso che finisce… Quando le catene della noia spaventano perfino colei che incanta. Senza sapere che uccide, che tormenta. Il pensiero di non sapere dove volare. Ignorare quale strada scegliere… Per uscire dallo stato amaro. Per fuggire lontano dall’imbarazzo. Tristezza, asprezza, acidità. Confusione in perpetuità. Sensazione ineffabile di sogno, d’amore utopico, di favola instabile.

IL VOTO

Mai i nostri occhi avranno gioco per noi due. Ma un impossibile voto mi ha legato a voi. Come un ingenuo che divora il sacro, nell’assenza sconosciuta. E la luce sgorga, malgrado la mia ignoranza. Siete come una vergine intoccabile. Chi sono io? Chi siamo noi? Nessuno nel tempo oserà credere ciò che noi… saremo nell’eternità.

LUNA BIONDA

Luna bionda che risplendi, nutrimento della vita, ebbrezza mutevole della scelta, danzi, scivolando dentro di me. Mi restituisci, amica, il tenero e caro desiderio d’armonia, di una legge, di un cuore felice e retto! Abbattere il nero e il grigio, con l’amore, magica e iniqua. Astro che mi sconvolgi fino al timore, io amo te. Dolce giovane donna strana, bionda che mi turba, sconvolgi il mio cuore, ignorandomi, guardando altrove. Mi emozioni, mi trasformi. Mi meravigli, mi confondi. Spero in un giorno, in un’ora… in cui la speranza diventi felicità! Dolce giovane donna strana, bionda che mi turba, ti offro la mia vita con dolcezza, tu rifiuti… e io ne ho paura. Perché temere l’angelo? La luce, l’essere che ricambia? Vieni a toccare il mio chiarore, il mio amore, le tue profondità. Dolce giovane donna strana! Mi emozioni, mi trasformi. Mi meravigli, mi confondi.

CONTRARIETÀ

Una donna mi ha stordito. Un’altra mi ha finito. Perché Dio non vuole… che io sia amato? Perché è così avaro… di dolci destini? Sono cattivo, superbo? Bugiardo o ossessionato? Perché non vuole… che io sia amato? L’amore può far vivere, incantare. Mi soffocherà, mi brucerà, mi ucciderà! Perché è così avaro… di dolci destini?

VIAGGIO

Viaggiare su questa nave arenata? Rischiare la pelle, i sogni e i peccati? Presto! Rimetterla a galla, che torni al mare, per rivivere quegli uragani amari. Issare paure, pianti, malesseri e nausea, oscillare sulla rotta tanto temuta… della malinconia e di una vita di galera, per annegare l’amore, fuoco del mio inferno. Vogare verso quel tesoro dei tempi logori. Trovarlo d’istinto, poi trasportarlo… su terre vergini e bianche di luce. Tracciarvi con l’inchiostro mille e una frontiera. Riscoprire notte e giorno quei territori, quei paesi tristi che si lasciano guardare. Loro, la cui primavera è solo un nero inverno, consoleranno la mia esistenza di ieri. Fondermi in quei luoghi, immagini del passato. Bere l’oceano, lei che mi ha dimenticato, grazie a questa nave dall’umore precario, che è la mia memoria oscura e più che capovolta.

HO SCELTA?

Ho scelta di credere nell’eternità? Che sia il nulla o l’infinito? Ho scelta di credere a tutte le possibilità religiose di sopravvivenza dopo la morte? Ho scelta di sperare in qualcosa oltre la mia vita? Ho scelta di trarre dal mio inconscio tutto ciò che mi serve per credere alla “vita dopo la vita”? Ho scelta di rischiare l’odio degli altri o la loro stima ingannevole, se è l’unico modo per credere in un amore eterno possibile? Ho scelta di prendermi per folle, se la follia è una via possibile verso la realizzazione di un sogno? Ho scelta di lottare per un sogno… fino a far sanguinare la mia immaginazione? Ho scelta di credere? Ho scelta di lasciare credere gli altri quando potrei diventare certezza? Ho scelta di cancellare ciò che è scritto? Ho scelta di negare l’esistenza degli altri novantanove? Non ho forse il diritto di rischiare la morte per la vita degli altri? Ho scelta di spingermi fino al sacro? Ho scelta? Ho scelta di provocare la mia coscienza a rischio di perdere ogni speranza, per quanto fragile? Ho scelta di tentare l’impossibile? Ho scelta di amarla nell’unico modo che posso per dimostrarlo? Ho scelta di guardare queste immagini che mi fanno credere nella sua vita… e pensare alla sua morte? Ho scelta di provocare la mia coscienza con crudeltà, se ciò può darmi felicità? Ho scelta di guardare la morte negli occhi? Ho scelta di lasciarmi cullare dalla vita, se è attraverso di lei che posso pensarla? Ho scelta di amare la mia carne quando so che non posso nemmeno sfiorarle i capelli? Ho scelta? Ho scelta di amare tutto ciò che vive, se è grazie alla vita che lei è esistita? Ho scelta di svuotare il cuore esorcizzandomi, se è per crescere? Sono un cuore freddo. Un cuore senza tremito. Amo. Ma amo senza sapere che cosa sia.

UN’IDEA

Vorrei essere un’idea, come il Cristo materializzato. Una creazione dell’immaginazione, uno strumento di sogno. Un angelo di poesia!!! Un universo di fede in follia. Ma sono qui come te, irrazionale nella ragione. Lei che ti annuncia la mia orazione! È dei miei fini per la fine… della tua fine per la mia. Perché giocare all’apocalisse, distruggere la realtà, quella vera, la vita? È tempo di cantare, cantare la creazione… l’eterno dell’illusione, del sogno e della magia! Attraverso immagini e suoni che sono… sono… sono…!

COME?

Come sapere se ti amo davvero, se la mia anima non conosce la tua? Come…? Come…? Chiedere perdono al silenzio, parlandone la lingua. Perché gli ho parlato. Gridato nel nulla? Nel vuoto di un istante, come un muto…, dal flusso travolgente! Come…? Come…? Sapere se l’amore è vicino. Se ci acceca… e non vediamo!… Amare un’anima, con la morte nell’anima. Vibrare così forte che l’eternità mi ascolti! Perché…? Perché…? Le sole forze che mi restano, le pongo e mi concedo di sognare! Sognare un essere, una rosa appassita.

FATE

Incontro spesso delle fate, in sogno o nella realtà. Mi affascinano per la loro bellezza, mi incantano perfino con la loro crudeltà. Desidero offrire le mie folli idee, cantare, gridare il mio desiderio di aiutare, le streghe bruciate… le dimenticate, frustrate dalle leggi degli stranieri. Questo desiderio, per innocenza, ha risvegliato una fata, nascosta da tempo nella mia vita, clessidra fatale. Un personaggio maturamente, dolcemente sognato, che non può salvare… non ancora! Ma forse mi ha parlato? Consigliandomi di chiedere scusa con cura, per il mostriciattolo salito al terzo piano, in cerca di un’anima per alleggerirsi. L’ingannatore è rimasto pietrificato! Si pente dell’oltraggio alla fata nel ducato, che, scossa dall’importuno turbato, lo teme e lo fugge, offesa. La fata salvifica aggiunge… di allontanarmi dagli occhi della bella, affinché il futuro possa salutarmi, come mago, come stregone.

BREVI MOMENTI

Capita, a volte, nella vita delle persone, che l’intuizione e la folle immaginazione abitino la stessa casa? Entrambe, nello stesso istante, come bambini che giocano a palla con l’ispirazione. Colpendo la corrente del mondo dei viventi, trasformano gli sciocchi in graziosi buffoni.

IL MIO SPIRITO

Il vento si alza nel mio spirito, come una mano dolce che preme, che sospinge con delicatezza il genio, la vita psichica dentro l’euforia. Il vento ondeggia e danza a cadenza, va e viene secondo la sorte, del destino o dell’immenso. Sognando che tutto dipenda dalla sua diligenza. Il vento vola alto, ma vola anche basso. Mi smarrisce quando cambia abito, quando perde il nord nella notte. Al mattino ci ritroviamo travestiti di noia! Ma quando, per il sole, canta la terra, la vergine s’infiamma e segue il suono in volo. Fino alla luna nuova, tenera e frivola. Si incorona fata, e offre il mio respiro come obolo.

VITA TRISTE

La mia vita è triste e grigia, cerco l’umorismo che sfiora, tocca il cuore come una brezza, e la risata che rimbalza nella bocca, grande come una chiesa.

LO SO

Lo so, lo sento, ascolto, odo. Il tempo di tacere è passato. Il mio grido era d’argento, ma il tuo silenzio… si addormenta. Nulla fu detto. Tutto è morto. Lo so, lo sento, ascolto, odo. Questi soffi che, in te, mi precedono, hanno fatto vibrare la mia coscienza, come una lira senza corde, senza risonanza.

VUOTO

Sono un rotolo vuoto di senso, ma unico. Coloro la cera, giustifico il peggio! Danzo al ritmo dei rumori d’inferno della strada. Fare la vita, rifarla!!! Carattere intempestivo, esaustivo, da notaio. Schiacciando la nube soffocata dalla birra. Maneggiare il gas deodorante, profumato d’acqua del mattino. Soffoca! Schiaccia!… Crepa! Luogo eterno degli elisir luminosi, vibra nelle viscere, gracili del presidente Bebè Anatra, bestia sorridente nonostante uno sguardo che flagella, unidirezionale e spento. Guai agli occhi che sgozzano i neon sonori moltiplicati, dalle matite consumate dei matematici, con barbe vecchie e occhiali sudici. Sono un rotolo vuoto di senso, ma unico.

L’EMULO E LA MUSA

Valicare montagne, fiumi, in groppa alla musa. Trasportando l’emulo tra le sue braccia. Fuggendo i benefici neuronici dell’immaginazione. Intrinseca, e strappando l’involucro cefalico con un gesto tanto brutale quanto decadente. Sgozzandosi a chi meglio meglio grazie all’ospizio di un lungo coltello fatto di banane zuccherate. Mi emancipo, mi stiro come un canguro in volo, saltando sopra le occasioni di adulterare nelle parole, con le parole, … dimenticando la parola male. Sì!… Io… io… io…! Io! Cercare la musa, trovarla a ogni costo! Altrimenti è lei che ti prende in trappola, in una rete tessuta dai casi della vita. Ma questa musa non è una tua scelta.